“Niente è più difficile, e quindi prezioso, dell’abilita di saper prendere decisioni.”
Napoleone Bonaparte
Questa affermazione fatta da Napoleone Bonaparte in persona
racchiude in se il motivo principale del vostro disagio. L’arte del “ decision
making” è difficile da imparare. Spesso e volentieri anche i professionisti
sono in crisi.
Questo metodo, che mi è stato consigliato da un'amica in un periodo cruciale della mia vita, viene proposto anche in corsi di
formazioni aziendali e per manager.
Nel vostro piccolo, voi potrete usarlo come
tecnica per districarvi nelle infinite strade percorribili o nel “semplice”
bivio che vi sta di fronte.
Personalmente non ho applicato questo metodo nel periodo universitario, ma esserne stato a conoscenza a suo tempo, mi avrebbe fatto davvero
comodo.
Se avete letto il post precedente, avrete già delineato le
scelte più calzanti per il vostro futuro. Ora non vi resta altro che smettere
di procrastinare, consci di aver ben ponderato tutte le variabili.
Qui di seguito trovate un’immagine che rappresenta il modo
di operare della tecnica della bussola. Vi invito ora a concentrarvi in alcuni
aspetti che non devono passare come superficiali.
| Struttura del Metodo della Bussola |
Lo schema infatti utilizza innanzitutto dei “vettori”
comunemente chiamate frecce. In realtà il termine vettore indica
intrinsecamente un movimento. Lo schema quindi induce già di per
sé al moto, allo spostamento da una situazione ad un’altra. I vettori
presenti sono 11, cinque vertenti il centro e sei uscenti. La direzione delle
frecce richiama quindi il concetto di INPUT e OUTPUT.
Al centro
invece, ci siete voi, il nucleo che processa i dati che ivi sono convogliati
dai vettori di ingresso.
Nel complesso la struttura tende a rappresentare un
cerchio, ovvero qualcosa di armonioso, che ispira sicurezza. Questa
rappresentazione ricorda molto un’altra tecnica, utilizzata però per
ottimizzare il modo di apprendere, memorizzare, creare e organizzare, ovvero la Mappa Mentale. (Ne parlerò nel prossimo post).
Passiamo ora all'analisi della tecnica.
Quest’oggetto, buttato li così, può sembrare qualcosa di
arcano e complicato, ma in realtà non lo è.
Fondamentalmente, questo schema va letto così: Prima di operare una scelta difficile:
- Poniti queste 5 semplici domande
- Scegli una tra le sei possibili vie d’azione.
Per rispondere alle domande, vi serviranno carta e penna per prendere appunti.
1. Da dove vieni? la risposta serve per scrivere nero su bianco chi eri
prima di arrivare a questo punto e cosa sei adesso; aggiungete anche stati
d’animo e formazione (es. spensierato
studente del liceo) ed eventi decisivi della vostra vita che vi hanno portato
al punto in cui siete ora.
2. Cosa conta davvero per te? Con questa
domanda mettete in risalto i vostri punti cardinali(ecco perché metodo della
bussola). Scrivete 4 cose importanti
della vostra vita, così importanti da essere ritenute le più fondamentali.
Vanno benissimo cose come: successo, viaggiare, responsabilità, famiglia,
amici, divertimento, natura. Siate sinceri con voi, il foglio è vostro e
potete tranquillamente farlo in tutta privacy.
3. Chi conta davvero per te? In questa
parte riportate chi è in grado di influenzare le vostre decisioni e a chi
prestate ascolto. Considerate le persone di fiducia e quelle che vi
impauriscono in modo da tenere bene a mente chi sono le persone fondamentali
della vostra vita
4. Cosa ti trattiene? Evidenziate quali
sono le vostre paure nella scelta. Insicurezza sui propri mezzi, sull’affinità
con il corso, sulla possibilità di trovare lavoro, sulla
difficoltà di vivere da soli e magari lontani da casa. Riportate cosa vi tiene
bloccati.
5. Cosa vi spinge? Scrivete la forza
motrice che vi fa muovere in una direzione rispetto ad un’altra. Scrivete
perché sarebbe bello farlo e quali sono i pro e i contro scaturiti dalla vostra scelta.
Visto che chi dovrà "digerire" i dati di input sarete voi e voi soltanto, con queste semplici domande
avrete dato una bella organizzata alle vostre idee.
Se siete pasticcioni e non
avete ordine nei vostri pensieri vi consiglio di fermarvi qui, e
leggere il post seguente riguardo le “Mappe Mentali” per riprendere in seguito la
lettura.
Se siete ordinati, procedete leggendo la spiegazione dei vettori di Output ovvero le cosiddette “Vie d’azione”.
- La via che ti affascina. Se nel passato vi è capitato di seguire il vostro istinto con successo e volete provare nuovi brividi sulla vostra pelle, uscendo dalla monotonia classica e ascoltando i consigli di chi ti fidi, devi seguire la via che ti affascina.
- La via sognata. Differisce dalla prima perché contempla un’analisi dei sacrifici che siete disposti a fare. Se avete motivazioni solide e nessun sacrificio vi sembra equiparare quell’ardore che la vostra gratificazione a scopo raggiunto potrebbe darvi, intraprendete, senza esitazione, questa strada.
- La via razionale. Se reputate che le persone che vi stanno vicine hanno più giudizio di voi e la sicurezza rientra delle cose necessarie per andare avanti, dovete perseguire la strada più razionale.
- La via del ritorno. Se vi trovate in forte dubbio e non sapete se è meglio o no abbandonare la barca, la via del ritorno è la strada da percorre. Badate bene, non è una sconfitta: è totale maturità intellettuale capire che l’università non fa per voi.
- La via nota. Questa è la scelta di cui si sanno più particolari. Ci permette di intraprendere un cammino sereno e appagante. I pericoli sono noti fin dall’inizio e non fanno così tanta paura.
- La via sconosciuta. "Only the Brave", la percorrono solo i più coraggiosi. La voglia di buttarsi è così grande che non vi interessa cosa c'è di sotto. Partire e viaggiare senza meta per poi ritrovarsi, per mettersi alla prova. Se scegliete questa strada non mi resta che farvi un grosso in bocca al lupo!
Per il restante 1% delle persone, ovvero quelle persone che hanno difficoltà nell'ordinare i pensieri, ho in serbo l'ultima perla: la creazione di una "Mappa Mentale".
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