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lunedì 3 ottobre 2016

Il Metodo della Bussola

 “Niente è più difficile, e quindi prezioso, dell’abilita di saper prendere decisioni.”
Napoleone Bonaparte

Questa affermazione fatta da Napoleone Bonaparte in persona racchiude in se il motivo principale del vostro disagio. L’arte del “ decision making” è difficile da imparare. Spesso e volentieri anche i professionisti sono in crisi.
Questo metodo, che mi è stato consigliato da un'amica in un periodo cruciale della mia vita, viene proposto anche in corsi di formazioni aziendali e per manager. 
Nel vostro piccolo, voi potrete usarlo come tecnica per districarvi nelle infinite strade percorribili o nel “semplice” bivio che vi sta di fronte.
Personalmente non ho applicato questo metodo nel periodo universitario, ma esserne stato a conoscenza a suo tempo, mi avrebbe fatto davvero comodo.
Se avete letto il post precedente, avrete già delineato le scelte più calzanti per il vostro futuro. Ora non vi resta altro che smettere di procrastinare, consci di aver ben ponderato tutte le variabili.
Qui di seguito trovate un’immagine che rappresenta il modo di operare della tecnica della bussola. Vi invito ora a concentrarvi in alcuni aspetti che non devono passare come superficiali.
Struttura del Metodo della Bussola


Lo schema infatti utilizza innanzitutto dei “vettori” comunemente chiamate frecce. In realtà il termine vettore indica intrinsecamente un movimento. Lo schema quindi induce già di per sé al moto, allo spostamento da una situazione ad un’altra. I vettori presenti sono 11, cinque vertenti il centro e sei uscenti. La direzione delle frecce richiama quindi il concetto di INPUT e OUTPUT. 
Al centro invece, ci siete voi, il nucleo che processa i dati che ivi sono convogliati dai vettori di ingresso. 
Nel complesso la struttura tende a rappresentare un cerchio, ovvero qualcosa di armonioso, che ispira sicurezza. Questa rappresentazione ricorda molto un’altra tecnica, utilizzata però per ottimizzare il modo di apprendere, memorizzare, creare e organizzare, ovvero la Mappa Mentale. (Ne parlerò nel prossimo post).
Passiamo ora all'analisi della tecnica.
Quest’oggetto, buttato li così, può sembrare qualcosa di arcano e complicato, ma in realtà non lo è.
Fondamentalmente, questo schema va letto così:  Prima di operare una scelta difficile:
  • Poniti queste 5 semplici domande 
  • Scegli una tra le sei possibili vie d’azione.

Per rispondere alle domande, vi serviranno carta e penna per prendere appunti.

1.       Da dove vieni? la risposta serve per scrivere nero su bianco chi eri prima di arrivare a questo punto e cosa sei adesso; aggiungete anche stati d’animo  e formazione (es. spensierato studente del liceo) ed eventi decisivi della vostra vita che vi hanno portato al punto in cui siete ora. 
2.  Cosa conta davvero per te? Con questa domanda mettete in risalto i vostri punti cardinali(ecco perché metodo della bussola). Scrivete 4 cose importanti della vostra vita, così importanti da essere ritenute le più fondamentali. Vanno benissimo cose come: successo, viaggiare, responsabilità, famiglia, amici, divertimento, natura. Siate sinceri con voi, il foglio è vostro e potete tranquillamente farlo in tutta privacy.
3.   Chi conta davvero per te? In questa parte riportate chi è in grado di influenzare le vostre decisioni e a chi prestate ascolto. Considerate le persone di fiducia e quelle che vi impauriscono in modo da tenere bene a mente chi sono le persone fondamentali della vostra vita
4.   Cosa ti trattiene? Evidenziate quali sono le vostre paure nella scelta. Insicurezza sui propri mezzi, sull’affinità con il corso, sulla possibilità di trovare lavoro, sulla difficoltà di vivere da soli e magari lontani da casa. Riportate cosa vi tiene bloccati.
5.   Cosa vi spinge? Scrivete la forza motrice che vi fa muovere in una direzione rispetto ad un’altra. Scrivete perché sarebbe bello farlo e quali sono i pro e i contro scaturiti dalla vostra scelta.
Visto che chi dovrà "digerire" i dati di input sarete voi e voi soltanto, con queste semplici domande avrete dato una bella organizzata alle vostre idee.
Se siete pasticcioni e non avete ordine nei vostri pensieri vi consiglio di fermarvi qui, e leggere il post seguente riguardo le “Mappe Mentali” per riprendere in seguito la lettura.
Se siete ordinati, procedete leggendo la spiegazione dei vettori di Output ovvero le cosiddette “Vie d’azione”.

  •       La via che ti affascina. Se nel passato vi è capitato di seguire il vostro istinto con successo e volete provare nuovi brividi sulla vostra pelle, uscendo dalla monotonia classica e ascoltando i consigli di chi ti fidi, devi seguire la via che ti affascina. 
  •       La via sognata. Differisce dalla prima perché contempla un’analisi dei sacrifici che siete disposti a fare. Se avete motivazioni solide e nessun sacrificio vi sembra equiparare quell’ardore che la vostra gratificazione a scopo raggiunto potrebbe darvi, intraprendete, senza esitazione, questa strada.
  •      La via razionale. Se reputate che le persone che vi stanno vicine hanno più giudizio di voi e la sicurezza rientra delle cose necessarie per andare avanti, dovete perseguire la strada più razionale.
  •      La via del ritorno. Se vi trovate in forte dubbio e non sapete se è meglio o no abbandonare la barca, la via del ritorno è la strada da percorre. Badate bene, non è una sconfitta: è totale maturità intellettuale capire che l’università non fa per voi.
  •      La via nota. Questa è la scelta di cui si sanno più particolari. Ci permette di intraprendere un cammino sereno e appagante. I pericoli sono noti fin dall’inizio e non fanno così tanta paura.
  •      La via sconosciuta. "Only the Brave", la percorrono solo i più coraggiosi. La voglia di buttarsi è così grande che non vi interessa cosa c'è di sotto. Partire e viaggiare senza meta per poi ritrovarsi, per mettersi alla prova. Se scegliete questa strada non mi resta che farvi un grosso in bocca al lupo!
Arrivati al termine della lettura, il 99% di voi avrà finalmente trovato la sua strada. Se avete risposto con il cuore alle domande saprete quale destino vi spetta. Non vi resta che cominciare!

Per il restante 1% delle persone, ovvero quelle persone che hanno difficoltà nell'ordinare i pensieri, ho in serbo l'ultima perla: la creazione di una "Mappa Mentale".