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lunedì 7 novembre 2016

Prepararsi al primo esame

Tosta Eh??!

Dopo che avrete racimolato tutti gli appunti non saprete da che parte farvi.
Lo so, è normale. Già di primo impatto la mole dei fogli e dei libri che dovrete consultare mette sconforto.
Ma pensiamo positivo: non siete pazzi e vi siete organizzati in modo tale da non dover fare grosse mangiate di libri, ergo, avete a disposizione un arco temporale accettabile per prepararvi in tutta tranquillità.
Confrontandovi con gli altri, siete riusciti a capire quanto tempo vi ci vorrà per preparare il vostro primo esame (se non l'hai ancora fatto, clicca qui  e leggiti il punto 5, "metro di misura").
Io, personalmente, fissavo una data sul calendario e, una volta arrivato il giorno "X" mi mettevo il cuore in pace e cominciavo a studiare.

In base alle proprie caratteristiche personali, ognuno sviluppa il suo metodo di studio.
C'è chi legge e ripete, chi scrive, chi sottolinea solamente.
Sperando che possa esservi utile, ho buttato giù due righe con i punti salienti del mio metodo, con il quale ho preparato tutti gli esami.
Lo ritengo affidabile ed efficace, visti anche i risultati.

1. Da dove partire.

Semplice, da dove volete, tanto dovrete fare tutto!
Scordatevi la favola di passare l'esame studiando la metà della roba. Se si studia tutto non ci sarà bisogno di fare gli ipocriti e di dare colpa alla sfortuna o ad una giornataccia del professore, nel caso in cui veniate bocciati.
Se ciò non vi aiuta, partite della parte che vi piace di meno.
Perchè??! Perchè "Cosa fatta, capo ha" ovvero, una volta sbrogliato l'argomento più ostico e noioso, passerete a qualcosa per voi più gradevole.
In questo modo vi salvaguarderete. Con l'accumularsi del tempo passato sui libri, la voglia e le energie diminuiranno e se la lettura non è piacevole, studiare sarà un vero e proprio penare a tutti gli effetti.

2. Ad ogni cosa il suo tempo.

Sinceramente, ho trovato giovamento nel non passare ad argomento nuovo finché non avessi appreso il filo conduttore del discorso.
In questa fase createvi l'ossatura forte di ogni argomento, per avere, più avanti, una base solida sulla quale aggiungere tutte le nozioni accessorie. Createvi insomma delle buone fondamenta.
Partite dalla A e finite dalla Z, senza saltare una lettera. Talvolta questo vuol dire perdere anche un giorno su una pagina; daily routine.
Se non riuscite a sbloccarvi, chiamate i vostri colleghi e confrontatevi con il vostro gruppo di studi. Basta una parola di un compagno per sbloccarvi e comprendere una pagina, se non un capitolo intero.
Concludete tutti i vostri elaborati, macinando pagina dopo pagina e libro dopo libro.

3. E' utile riscrivere gli appunti?

Direi decisamente si. Per almeno due motivi.
   1) Vi consiglio di scrivere in fogli bianchi (quelli della stampante per capirci) con una bella penna Blu (meglio che nera) una Rossa e una Verde. Associate ad ogni colore un "valore" (ad esempio scrivete in rosso le ipotesi o sottolineate in verde le definizioni).
"L'ordine aiuta la memoria e fa risparmiare tempo", non mi stancherò mai di dirlo.
E' vietato scrivere con la matita. Inconsciamente il vostro cervello sa che può essere cancellata ed è scientificamente provato che ciò si riflette su quello che si apprende (e questo non deve succedere!).
  2) Rielaborare scrivendo riordina le idee e permette di creare un sunto. In questo modo è molto più facile memorizzare visivamente una pagina creata da voi rispetto ad una creata da qualcun altro.

4. Quando leggere e ripetere a voce alta?

Dipende da quello che si studia. Personalmente, non riuscivo ad apprendere leggendo e ripetendo. Vuoi perché non ero abituato o perché scrivendo vedevo fisicamente quello che stavo dicendo, mettendo così in risalto gli errori.
Poi provate a ripetere a voce alta una dimostrazione di Analisi Matematica... impossibile.
Sono per lo scrivere, scrivere e scrivere ancora.
Ripetevo solo agli altri qualche giorno prima dell'esame. L'importante è avere in testa un filo logico da seguire...nel mio caso le parole venivano da sé all'esame. Forse questo dipende anche dall'abilità nel colloquiare.
Se avete scelto un'università a carattere letterario, penso che quanto scritto sopra sia decisamente confutabile. In questo caso giostratevela a vostro piacimento, sempre senza diventare un incubo per il vostro vicino di stanza che potrebbe arrabbiarsi nel sentirvi ripetere giorno e notte.

5. Come organizzare il tempo a disposizione.

Qui rende bene l'idea un esempio pratico. Supponiamo di avere a disposizione 30 giorni netti per preparare un esame. Io dedicherei:
18-20 giorni a fare un giro completo di tutto il materiale, rielaborando gli appunti fino ad essere in grado di poter esporre in maniera corretta di tutti gli argomenti.
5-7 giorni a ripetere (che per me vuol dire riscrivere) quanto appreso nei 18-20 giorni precedenti, curando ad hoc forma e contenuti.
E' in questa fase che si colmano le lacune, si affrontano i dubbi e si va a consultazione dal professore. Nei giorni precedenti vi siete fatti una cultura in materia, quindi siete in grado di sostenere un colloquio decente con chi ne sa più di voi (evitate di andare e fare figuracce!). Approfittatene anche per farvi vedere interessati da chi vi interrogherà all'esame.
6-2 giorni confronto con il team. In questa fase ero solito domandare ai colleghi: "Cosa diresti riguardo questo argomento?" e rimanevo ad ascoltare la risposta.
Questa è la fase più importante. Capita spesso che qualcuno abbia colto sottigliezze che vi siano sfuggite ma che in realtà si dimostreranno cruciali in sede d'esame. Non siate passivi in questa fase. Esporre ai vostri compagni, vi preparerà indirettamente al colloquio con il professore che reciterà la parte di quello che: "Scusi, ma non capisco".
Non a caso la somma fa 29. 
l'ultimo giorno rilassatevi.
Cercate di non stare sui libri; imparate a farvi bastare i 29 giorni precedenti.
Riposate la mente e tenetela brillante per il giorno decisivo (domani), riguardando, solo se serve, qualche domanda qua e là.
Andate a letto presto, non mangiate pesante e bevetevi una bella tazza di camomilla.


Sperando di avervi dato una bozza sulla quale lavorare, resta comunque il fatto che ognuno si organizza per come gli resta meglio. In questo post ho semplicemente cercato di trascrivere quello che penso sia un buon metodo di studio, una linea guida insomma.
Sentitevi liberi di prendetela come spunto e modificarla a vostro piacimento.










giovedì 3 novembre 2016

Scegliere il primo esame da sostenere

Cosa è meglio o peggio?

Siamo a Novembre. Halloween è passato e la breve sosta pure.
Tra i banchi si comincia a sentire: "Penso proprio che preparerò filosofia per Gennaio..." oppure: "Ieri ho cominciato a studiare per l'esame di biologia...".
Queste frasi portano con se una sorta di angoscia condivisa con gli altri; ebbene sì, la prima sessione di esami sta arrivando. Cosa fare? Quando fare?
In sostanza, meglio prendere la cosa in anticipo che arrivare lunghi.
Penso che sia improprio preparare un esame in meno di tre settimane, a meno che non sia palesemente semplice.
Molto dipende anche da quale esame sceglierete di sostenere per primo.
Le opzioni sono due e dipendono molto dalla vostra personalità e dalla vostra temperanza.

Caso A)
Siete studenti che hanno bisogno di una sorta di incoraggiamento.
L'università sembra un mondo troppo grosso per voi e non vi siete ancora resi conto di quello che vuol dire frequentarla. Non preoccupatevi, succede a molti ed è successo anche a me.
In vista della sessione di Gennaio, vi consiglio di preparare un esame in cui siete già ferrati (Io preparai chimica, in cui alle superiori andavo forte), per vedere che aria tira e come rispondete fisicamente e mentalmente allo stimolo.
Cercate di vedere quanto siete abituati a stare sotto scacco e come affrontate le situazioni di stress.
Se l'esame andrà a buon fine (E ve lo auguro!) sfrutterete la spinta data dall'entusiasmo per infilarne altri nei mesi successivi.
Occhio però a non adagiarvi sugli allori (non fate come feci io!): avete  superato un esame, ma eravate già preparati da prima. Per il prossimo saranno richiesti sforzi più consistenti.
Comunque, non buttatevi giù se non lo passerete.
E' necessario un po' per carburare, ma la costanza dà sempre i suoi frutti.

Caso B)
Siete studenti navigati. Avete passato i 5 anni del liceo a studiare e studiare, e sapete cosa vuol dire dedicare anima e corpo allo studio.
Non avete timore di quel che sarà preparare l'esame perché, in fin dei conti, lo avete sempre fatto e lo avete fatto bene.
Se siete quelli del tipo: "togliamoci subito il dente malato", Allora rimboccatevi le maniche e affrontate il mostro peggiore sin dall'inizio.
90 volte su 100 ce la farete al primo colpo. 9 su 10 riuscirete al secondo.
Ma attenzione, Se siete quell' 1 su 100 che non riesce a fare il colpaccio, o avete mentito e dovevate scegliere l'altra strada o io comincerei a chiedermi se quest'università faccia al caso mio.
Non scoraggiatevi se vi trovate in questa situazione, la fase iniziale è comunque abbastanza critica per tutti. Arrivati a questo punto vi consiglio di ritornare sui vostri passi e seguire la strada A) o magari, rileggere i miei primi post su come scegliere l'università che fa per voi cliccando qui.


Sia ben chiaro a tutti. Nessuno è infallibile.
Vi capiterà di essere rimandati, come è successo a me, ma è una cosa del tutto normale.
A volte si pensa di essere preparati e non lo si è, a volte vi capiterà di provare quella noiosissima sensazione di impotenza di fronte ad un maledettissimo vuoto di memoria.
E' tutto fisiologico e fa tutto esperienza. Non perdetevi d'animo: è troppo presto per farlo.