Cosa è una “Mappa Mentale”?
Al termine dei miei studi (purtroppo solo al termine direi),
decisi di comprare un libro di cui avevo sentito parlare. Il libro in questione
è stato scritto da Tony Buzan, circa una trentina di anni fa. Si intitola
“Mappe Mentali”.
Incuriosito dal successo che ancora oggi riscuote, decisi di
comprarlo su due piedi, spinto dalla voglia di conoscere le potenzialità del
mio cervello e della mente umana in generale.
La sera stessa che mi è stato consegnato mi misi a leggerlo;
il contenuto mi prese a tal punto che feci fatica a chiuderlo per andare a
dormire.
Ma cosa c’era scritto dentro?! Cercherò di riassumerlo e
vi spiegherò in cosa possono essere utili le mappe mentali.
La prima parte del libro, parla di come funziona il cervello
e di come funziona la nostra memoria.
La capacità di “immagazzinare e produrre” è relaziona sia il nostro "io psicologico" che al nostro "io fisiologico". In sostanza, il cervello è una
smisurata “rete stradale” per le informazioni, dove tutte le strade sono
collegate. Ovviamente ci sono strade più grandi e trafficate ma ce ne sono anche
di più piccole. Cosa particolare: per quanto sembri strano, non esistono vicoli.
Proprio per questo motivo il nostro cervello è in grado di stabilire
connessioni, tra una strada e l’altra, senza problemi, modificando in tempo reale
“il tracciato stradale”. Siamo in grado di relazionare concetti partendo da un
nucleo centrale e arrivando fino a diramazioni più piccole per poi ricollegarli
a qualcosa di più grande. Tutto questo è infatti fisiologicamente dovuto alla
struttura fisica dei neuroni (o meglio della rete neuronale), che sono composti
da una parte centrale detta, appunto, nucleo da cui partono dei rami
detti dendriti (simili ai tentacoli di un polipo).
Un altro aspetto fondamentale sottolineato nel libro,
riguarda il modo di pensare del cervello.
Ve lo spiego con una semplice prova:
si vi dico: “AUTO” cosa vi si focalizza nel
cervello?
Scommetto che nessuno di voi ha focalizzato le lettere “A - U - T - O” che
compongono la parola.
Tutti noi, me compreso, al suggerimento della parola “AUTO”
avremo focalizzato L’IMMAGINE, NON LA PAROLA.
Vengo subito al dunque: Il
signor Tony Buzan in persona, critica nel suo libro il modo che ci viene insegnato a
scuola nel prendere appunti e io approvo in pieno. Ora quello che vi frullerà in testa sarà qualcosa
del tipo: “ Ho preso anni e anni di appunti su fogli scrivendo parole… e ora mi
venite a dire che era meglio fare qualche disegnino?!” Ebbene sì.
Vi riporto
un’ esperienza provata direttamente sulla mia pelle.
Da piccolo ero una macchina. Leggevo e imparavo a memoria quasi tutto. Lessi tre “Libri dei Guinness” e me ne ricordavo tantissimi, tant’è che
in campeggio ero diventato una celebrità. Stessa cosa per i film; di alcuni so i dialoghi a memoria.
Andando avanti con il tempo però,
specialmente frequentando l'università, ho plasmato il mio modo di immagazzinare informazioni non in
maniera puramente mnemonica ma in maniera logica. Non potendo imparare a
memoria interi libri pieni di formule, costruivo un ragionamento logico che
giustificasse ogni passaggio matematico. Ma ogni volta che si
presentava una lista di termini, specifici o meno (per assurdo anche quella della spesa!) non riuscivo ad impararla. Era un vero e
proprio disagio.
Il giorno antecedente il mio secondo colloquio di lavoro, poco dopo aver
letto il libro, decisi di creare la mia mappa mentale per ricordarmi tutto
quello che c’era da sapere sul World Class Manufacturing, compresi i nomi dei
dieci pilastri fondamentali, per arrivare preparato all’incontro.
Dopo aver creato e personalizzato la mia mappa mentale, me li ricordavo tutti e con molta facilità.
La mappa mentale è diventata per me una cosa
indispensabile.
Gli utilizzi sono vari: attraverso essa si possono prendere appunti, divulgare/spiegare concetti, organizzare e perfino compiere delle scelte.
È ovvio che con la pratica, questa tecnica diventerà sempre più efficacie. Ecco come si presentava la mia prima mentale.
| Mappa Mentale sul World Class Manifacturing |
Vediamo ora come utilizzarla, per riordinare le idee e concentrare tutto l’occorrente in un unico spazio.
- L’ideale è utilizzare un foglio di carta bello grande, direi almeno un A3, o meglio una lavagna o una vetrata (a patto che scriviate con pennarelli che si possano cancellare!!)
- In mezzo al foglio, riportate il nucleo, ovvero il tema centrale che volete rappresentare. Cercate rappresentarlo con un disegno ben definito non con parole. Se pensiamo alla laurea ad esempio, sforzatevi di disegnare qualcosa che la rappresenti, come una bella corona di alloro o un cappello di quelli che si mettono per la proclamazione.
- Una volta realizzato il nucleo in maniera soddisfacente, armatevi di pennarelli. Fate partire dal centro una linea, di un solo colore, che si muove verso i bordi del foglio. Questa linea, dovrà essere tanto più sottile quanto più si avvicina ai bordi. Se potete, non disegnate linee "che sembrano statiche" ma fate in modo portino con loro una sorta di moto nel foglio. Avete appena disegnato il primo tentacolo. Ripetete il procedimento fino a creare 6-7 linee, ognuna di un colore diverso.
- Ora nella prima parte dei tentacoli, scrivete le macro argomenti che più sono relazionate al vostro nucleo centrale (ad esempio se il vostro nucleo è l’università, potete scrivere sui vari rami parole come “lavoro”, “futuro”, “speranza”, “fatica”, “trasferimento” e così via). Dove potete, aggiungete sempre disegni o meglio, sostituite la parola con l’immagine. Non preoccupatevi, se le parole non vi soddisfano sentitevi liberi di prendere un altro foglio e ricominciare da capo. La realizzazione di una mappa mentale non è immediata, prevede infatti un procedimento iterativo. Ricominciate anche se trovate una nuova parola che può racchiudere due macro categorie (“Indipendenza”, ad esempio, può racchiudere in sé sia l’argomento “lavoro” che l’argomento “futuro”).
- Una volta compilati i rami principali, procedete creandone dei secondari, questa volta di spessore minore rispetto al principale. Anche qui, riempiteli inserendo, dove potete, disegni e non parole. In generale le dimensioni dei caratteri dovranno essere più piccole di quella del ramo principale. Sviluppate quindi il ramo principale in tutte le sfaccettature che ritenete necessario. Fate così per quanti rami ritenete necessario mantenendo la logica "ramo più piccolo, dimensione del carattere più piccolo". (Es.“Indipendenza” può avere come rami secondari “lavoro” e “futuro” che a loro volta possono avere rami più piccoli come “sicurezza economica”, “stabilità” e “famiglia”).
- E’ importante lasciare qua e là qualche ramo senza nome per il Gestalt. Cos’è?! Ve lo spiego con un esempio. Se vi dico: “ 1,2….?”, sicuramente la vostra testa vi suggerirà qualcosa come “3” o addirittura qualcosa come “3, Stella!”. Il Gestalt è la capacità innata del nostro cervello, di cercare automaticamente il complementare a qualcosa. I rami vuoti quindi, verranno nominati di conseguenza grazie a questa capacità.
- E’ importante dare respiro alla fase di creativa, compilate la mappa mentale con calma alternando una fase produttiva ad una di rilassamento. Uscire per una mezz’ora o fare una pausa può essere enormemente produttivo. Non esistono tempi prefissati per creare la mappa, prendetevi tutto il tempo che volete.
Al termine del processo è quasi certo che vi sia uscita
fuori una schifezza. Con un po’ di pratica invece, otterrete un qualcosa di
eccezionale e multifunzionale. Vediamo perché:
- Avrete riportato in un foglio tutto quello che pensate, lo sviluppo è stato fatto in maniera ordinata e profonda.
- Il foglio è colorato e gradevole alla vista. Molto meglio di una pallosissima lista. La visione a 360 è in realtà gerarchica, nei rami più grandi avrete messo le cose per voi più importanti e così via.
- Gerarchia è sinonimo di ordine.
- Avrete dato sfogo alla vostra creatività, stimolando zone del cervello che non vengono stimolate solitamente.
- Troverete nella mappa mentale qualcosa di molto più utile del solito appunto scritto a penna e troverete questo modo di rappresentare i pensieri come qualcosa di estremamente innovativo.
Il consiglio aggiuntivo che vi do è quello di prendervi il
tempo che ci vuole e di non fare le cose di fretta.
Se siete curiosi (come me) leggetevi il libro. Ne vale
veramente la pena.
Al termine della vostra opera d’arte avrete di fronte tutto
l’occorrente . Potete scegliere direttamente una volta consultato
il foglio o utilizzando il “Metodo della Bussola” che trovate nel post
precedente.
A titolo di esempio vi riporto un'altra mia mappa mentale. Se volete altre delucidazioni potete tranquillamente cercare delle immagini su google.
| Mappa Mentale sul Metodo Asa-Ichi |